Nel 2019, 900 milioni di abitanti del pianeta non hanno ancora l’acqua potabile

WAMI, (water with a mission) è una giovane starup italiana che ha riportato a galla uno dei problemi più seri che affligge ad oggi milioni di persone nel mondo: stiamo parlando della mancanza di acqua potabile. Wami, fondata nel 2016, mette in atto progetti umanitari ammirevoli per allargare a tutti il diritto di vivere una vita sana e dignitosa.

La loro è un’acqua oligominerale che nasce dalla sorgente Arcobaleno sulle Alpi Marittime e che si può trovare in molti ristoranti a Milano, Torino, Bologna oltre che essere acquistabile online. La loro missione è quella di donare acqua a villaggi dell’Africa che vivono nella povertà più assoluta e in condizioni di vita rischiose per la salute. Si tratta di luoghi abitati da poche centinaia di persone a cui il progetto “Fonti di futuro”, in collaborazione con Cooperativa Intreccio supportato da AATO, ANEA, SICAM e Tea Acque, tenta di regalare la sicurezza di acqua accessibile e pulita. Ogni bottiglia venduta permette di donare 100 litri di acqua.

Dati alla mano, sono infatti quasi 900 milioni di abitanti del pianeta attingono all’acqua da fonti insalubri e circa 2,6 miliardi (quattro abitanti su dieci) vivono in condizioni igieniche incompatibili con la sicurezza e con la salute. Scarseggiando l’acqua, la salute dei bambini ne risente gravemente: neonati e bambini piccoli sono le vittime più frequenti delle infezioni veicolate dall’acqua impura e dalla scarsa igiene ambientale. Il 16% della mortalità infantile globale è provocata dalla diarrea e sono ben 400 milioni i bambini in età scolare che ogni anno si ammalano per colpa di parassiti intestinali, le cui conseguenze possono persino arrecare ritardi nello sviluppo cognitivo.

Ne consegue anche un problema impattante anche sull’educazione e sullo stile di vita di chi vive in quelle zone. Portare acqua potabile al villaggio infatti, nei casi in cui l’acqua potabile è disponibile, comporta dei lunghi cammini di circa 4/5 ore al giorno e il compito di solito viene affidato alle donne e alle ragazze. Quest’ultime sono costrette per necessità ad abbandonare la scuola precocemente e andare a raccoglierla con grosse e pesanti taniche, sacrificando il loro futuro. L’UNICEF calcola che se tutti gli abitanti del pianeta avessero entrambi questi diritti garantiti, si risparmierebbero 11,6 miliardi di dollari all’anno soltanto per quanto riguarda le cure mediche della diarrea.

L’Africa subsahariana è la zona del mondo dove le persone devono affrontare la più grave carenza d’acqua potabile. In particolare in:

  • Niger;
  • Ciad;
  • Etiopia;
  • Eritrea;
  • Somalia;
  • Repubblica
  • Democratica del Congo;
  • Uganda;
  • Angola;
  • Mozambico;

Meno del 50% della popolazione riesce ad avere accesso a una fonte d’acqua potabile sicura. Questo avviene anche a causa di prolungate siccità che colpiscono, in particolare, la zona del Corno d’Africa e, in generale, dell’Africa orientale. Ci sono conseguenze anche per il suolo che a causa della siccità è arido e improduttivo e l’agricoltura risulta impossibile da praticare, gravando ulteriormente sulle condizione economiche della popolazione.

Risulta chiaro adesso quanto importante sia il lavoro svolto da Wami e quanto possa essere grande l’aiuto che possiamo dare sostenendo la loro missione. Sul sito è possibile anche verificare a quale progetto si è partecipato inserendo il codice sulla bottiglia acquistata. Ad esempio nel villaggio Eguilaye in Senegal ci sono 5​03 famiglie​, per un totale di 459 abitanti​ a cui Wami ha permesso la realizzazione dell’allacciamento dei rubinetti, nel 2017.

Nel villaggio di Takeme, composto da 24 famiglie per un totale di 280 abitanti, hanno finalmente dato accesso all’acqua potabile da maggio di quest’anno. Ci sono tanti altre piccole realtà che possono ringraziare Wami e tanti progetti ancora da concludersi.

Per acquistare l’acqua basta accedere al sito dove è possibile trovare i punti vendita che la distribuiscono, oppure comprarla direttamente online sul online-store Cortilia. È disponibile in vari formati e le bottiglie di plastica hanno un packaging 50% riciclata e 100%riciclabile. Inoltre, si può acquistare anche la borraccia con il loro logo con cui è possibile donare un anno di acqua potabile ad una persona bisognosa. Un progetto ambizioso ma che si merita di crescere e di essere sostenuto.

I sacchetti di plastica sono il vero male? E’ necessario scegliere quale battaglia vogliamo combattere

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