Deforestazione, cosa significa e perché

Letteralmente con la parola deforestazione si intende l’eliminazione della vegetazione in un’area boschiva o forestale. Si può attuare questa pratica sia per tagliare piante vecchie, malate o bruciate per la non curanza nei boschi, oppure, in determinate zone, per la produzione di legname rimanendo un processo utile e positivo. Quello che crea indignazione e rabbia è però l’abuso del disboscamento con il solo scopo ultimo quello della costruzione di strade, edifici, o per uso agricolo o di allevamento del suolo. Ogni anno perdiamo 13 milioni di ettari di foresta. 

Brazil 2006

La foresta amazzonica è la foresta pluviale più grande del mondo, con 5,5 milioni di kmq. Da sola produce circa il 20% dell’ossigeno della Terra e assorbe ogni anno circa 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Il suo ruolo nell’ecosistema mondiale è essenziale; e tutto ciò andrà a compromettere ulteriormente il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. A questo si aggiunge il rischio della perdita di habitat per 34 milioni di persone e del 10% di tutta la biodiversità mondiale; risiedono più di 40.000 specie animali e svariate piante.

Il ritmo con cui sta prendendo piede questa pratica però è disarmante. Gli studi affermano che di questo passo entro il 2050 scompariranno oltre 230 milioni di ettari di foresta. Un’area più grande delle intere aree forestali di Perù, Repubblica Democratica del Congo e Papua Nuova Guinea messe insieme, afferma il rapporto del WWF pubblicato nel 2011 e dedicato alle foreste. La deforestazione è diventata la terza fonte di emissione di gas serra dopo carbone e petrolio, si legge nel report. Nel 2005 la perdita e il degrado di foreste tropicali ha contribuito a ben il 16% delle emissioni totali di gas serra.

Secondo l’INPE, Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile, la deforestazione della foresta Amazzonica, il polmone del mondo, sta diventando sempre più preoccupante: gli ultimi dati dell’anno scorso mostrano una crescita del 29% rispetto all’anno prima ed un andamento continuamente in salita dal 2012. Una delle cause è la legislazione che ha approvato concessioni di amnistie a chi è coinvolto nelle deforestazioni: l’incendio doloso rimane illegale ma il fuoco è usato comunque per pulire i campi per le varie attività speculative. Il Governo di Michel Temer è stato accusato per questo di non fare nulla ; gli ambientalisti sono in prima linea nelle critiche denunciando la gravità delle conseguenze dei tagli finanziari che stanno affliggendo il budget nazionale dedicato all’ambiente.

Immagini sconvolgenti quelle degli ultimi giorni in cui gli incendi dolosi in Brasile hanno creato un disastro ambientale gigantesco. Le grandi potenze stanno a guardare. L’organizzazione non governativa Greenpeace, ha denunciato come le politiche attuate dal governo brasiliano di Jair Bolsonaro stiano distruggendo l’Amazzonia. Il coordinatore delle politiche pubbliche di Greenpeace, Marcio Astrini, ha criticato la condotta del governo “Il presidente e tre ministri hanno criticato le prove scientifiche per un’ora e hanno cercato di mascherare la realtà. Inoltre, non hanno fornito alcuna soluzione concreta al vero problema della deforestazione”, ha detto Astrini.

“Bolsonaro sta favorendo un progetto anti-ambientale nel paese, che ha eliminato la capacità del Brasile di combattere la deforestazione e favorisce coloro che commettono crimini ambientali. Ora, di fronte alle conseguenze delle sue decisioni, cerca di nascondere la verità e incolpare gli altri. I numeri della deforestazione sono così gravi che parlano da soli. Mentire aumenterà solo il danno al paese”, ha aggiunto.

“Riguardo agli incendi in Amazzonia, secondo me potrebbero essere stati potenziati dalle Ong, perchè hanno perso i soldi che ricevevano. Quale sarebbe la loro intenzione? Causare problemi al Brasile”, ha detto il presidente Bolsonaro in un intervento con dirigenti del settore dell’acciaio, in risposta alle accuse mosse contro di lui. Ha poi aggiunto  “non sto dicendo che le Ong sono responsabili degli incendi, sto dicendo che qui c’e’ un reato da combattere e vedremo come combatterlo” ma “a mio avviso qui c’e’ un interesse delle Ong, che rappresentano interessi estranei a quelli del Brasile”. “Noi abbiamo tolto molti soldi alle Ong: dei fondi che venivano da fuori, il 40% andava alle Ong, e ora non ce l’hanno piu’. E abbiamo messo fine anche ai contributi pagati con fondi pubblici. E’ dunque logico che questa gente stia sentendo la mancanza di risorse”.

Gustavo Faleiros, editore del gruppo InfoAmazonia ha scritto : “C’è una relazione diretta tra il maggior numero di incendi e la crescita della deforestazione. Tra i 10 comuni che hanno registrato gli incendi più grandi nel 2019, 7 sono anche nella lista dei comuni con il più alto numero di allerte deforestazione”  Alberto Setzer, ricercatore INPE invece ha detto: “Non c’è niente di anomalo con il clima quest’anno o con le precipitazioni nell’area amazzonica, che sono solo di poco inferiori alla media. La stagione secca crea le condizioni favorevoli per l’utilizzo e la propagazione del fuoco, ma appiccare un incendio è opera dell’uomo, che sia intenzionalmente o accidentalmente”.Gli interessi del mercato agricolo spingono per la liberalizzazione in materia regolamentare, mentre il Governo spinge per diminuire la protezione legale della riserva forestale ed emana decreti che fanno infuriare e lasciano una spessa coltre di perplessità.

Il rapporto del WWF propone quindi un’alleanza tra politici e imprese per un Obiettivo Zero di deforestazione e di degrado forestale entro il 2020, che deve diventare per la comunità internazionale un punto di riferimento innovativo per evitare pericolosi cambiamenti climatici e ridurre la perdita di biodiversità. Mettere al sicuro i nostri polmoni verdi da una deforestazione miope significa infatti anche proteggere il pianeta dai danni del cambiamento climatico. Per raggiungere l’obiettivo “deforestazione 0” sarà necessario ridurre quasi a zero la perdita di foreste naturali o seminaturali. Piantare nuove foreste monoculturali non rappresenta certo, sottolinea il WWF, una compensazione per la perdita di foresta tropicale originaria. Sicuramente gli incendi degli ultimi giorni hanno inferto un colpo profondo alla situazione già gravemente disastrata.

Related

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here

Latest posts

Cosa sta succedendo in Australia? 50 mila km bruciati e 90 gli incendi nello stato

Nel Nuovo Galles del Sud gli incendi vanno avanti da 4 mesi e adesso è stato dichiarato lo stato di emergenza, come...

I conflitti mondiali più importanti del 2019

Il 2019 è agli sgoccioli; presto si chiuderà il secondo decennio di un epoca ricca di cambiamenti ed innovazioni tecnologiche che però...

Strage a Mogadiscio: il bilancio è di 92 morti e più di 120 feriti

La mattina del 28 dicembre 2019, Mogadiscio, capitale della Somalia, è stato teatro di un attacco terroristico che ha portato il più...

Categories