Dazi doganali di Trump, quali sono stati i veri motivi che hanno portato all’aumento?

L’Organizzazione mondiale del commercio, Wto, il 18 ottobre del 2019 ha dato il via libera agli Stati Uniti alle tariffe su beni di importazione nei confronti dell’Unione Europea, per la modica somma di 7,5 miliardi di dollari, circa 6,8 miliardi di euro.

Ha infatti riconosciuto valide le proteste del governo Usa secondo cui la Ue avrebbe fornito aiuti di stato al consorzio europeo che produce la linea Airbus, diretta concorrente dell’americana Boeing.

La guerra commerciale tra i due maggiori costruttori aereospaziali, Boeing e Airbus, va avanti ormai da quasi 14 anni, il loro valore è stimato per i nuovi ordini a 2.000 miliardi di dollari. Una media di contribuzione alla formazione del reddito nazionale USA e UE di circa 40 miliardi di dollari per anno, oltre un quinto di punto di PIL per l’UE, circa un quinto per gli USA realizzato da due sole aziende. Per cui ogni qual volta si palesino problematiche a queste aziende i rispettivi governi aguzzano le orecchie. Le imprese di maggiore spessore ad oggi sono la canadese Bombardier, la brasiliana Embraer, la russa Sukhoi.

Agli inizi degli anni 2000 George W. Bush fece causa all’Europa, che poi intentò una contro-causa nel 2006. Non si parla soltanto di una questione di aiuti illegali ma quello che più conta tra queste due grandi potenze economiche è la supremazia industriale e il giro d’affari miliardario che circonda tale business. Gli Stati Uniti hanno da sempre accusato l’Ue di aver sostenuto l’attività di Airbus in violazione delle regole comuni della Wto. Nello specifico Germania, Francia, Regno Unito e Spagna avrebbero finanziato illegalmente i progetti A300, A310, A320, A330/A340, A330-200, A340-500/600, e A380 che nel 2011 il Wto aveva ordinato la sospensione di questi sussidi.

“È stato dimostrato una volta per tutte che l’Ue ha ignorate le regole del Wto. Gli Stati Uniti hanno subito danni per decine di miliardi di dollari a causa di mancati guadagni, e minaccia reazioni. A meno che l’Ue non prenda misure per smetterla con la violazione delle regole e danneggiare gli interessi degli Stati Uniti, gli Stati Uniti dovranno andare avanti con contromisure sui prodotti dell’Ue”.

L’ambasciatore per il Commercio degli Usa

Diversa è la versione del commissario europeo per il Commercio, Cecilia Malmstrom, secondo cui l’organo di appello del Wto avrebbe stabilito che la maggior parte dei sostegni dell’Ue a cui si oppongono gli Stati Uniti era scaduta nel 2011 e che si adopererà rapidamente per garantire di essere pienamente in linea con il regime Wto.

Resta il fatto che per controbilanciare la questione gli Usa hanno potuto far scattare gli aumenti alla dogana. In questo modo, gli Stati Uniti sono stati autorizzati ad imporre dazi fino a 7,5 miliardi che possono colpire una serie di prodotti in arrivo dalla Ue, dalla manifattura all’alimentare.

“Le guerre commerciali sono facili da vincere”

Donald Trump

La sentenza ha segnato una tappa memorabile nel conflitto economico sui giganti aerei. Nei prossimi mesi è previsto una contro mossa dell’Europa:

“Restiamo pronti a trovare una soluzione equa, ma se gli Usa decidono di imporre le contromisure autorizzate dal Wto, la Ue non potrà che fare la stessa cosa”

Cecilia Malmstrom

Le conseguenze sono state subito pesanti per l’economia europea, in Italia poi si è visto un calo del 20% delle vendite dei prodotti agroalimentari Made in Italy colpiti. Il dazio per il Parmigiano Reggiano e per il Grana Padano ad esempio è passato dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo così che il consumatore americano lo dovrà acquistare sullo scaffale ad un prezzo che sale dagli attuali circa 40 dollari al chilo ad oltre i 45 dollari, con una conseguente frenata dei consumi.

A beneficiare della situazione è l’industria casearia Usa che andrà a favorire la produzione del falso Made in Italy. Le brutte copie dei prodotti caseari nazionali hanno avuto in una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni, raggiungendo complessivamente i 2,5 miliardi di chili, ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California, con lo Stato di New York al terzo posto.

Tra i più riprodotti ci sarebbero:

  • la mozzarella, con 1,97 miliardi di chili all’anno;
  • il Parmesan, con 192 milioni di chili;
  • il provolone con 181 milioni di chili;
  • la ricotta con 113 milioni di chili;
  • il Pecorino Romano con 25 milioni di chili, realizzato però senza latte di pecora.

Secondo Coldiretti la nuova riforma Trump andrà ad intaccare gli stati europei più importanti in questo modo:

  • L’Italia per quanto riguarda formaggi, salumi e liquori.
  • La Francia stima 1 miliardo di danno economico totale nell’alimentare, sia considerando i vini (escluso lo champagne) e i formaggi, tranne il Roquefort.
  • La Spagna verrà penalizzata per ciò che riguarda olio di oliva, vino e formaggi,
  • La Gran Bretagna riguardo superalcolici, a partire dallo Scotch Whiskey.
  • La Germania si vedrà tassare circa un quinto delle sue esportazioni negli States.

Le tariffe scattate sono:

– Al 10% la produzione di grandi velivoli da parte di Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna.

-Dazi al 25% per i vini francesi, le olive greche, il whiskey scozzese. Per l’Italia sono colpiti tra gli altri prodotti i formaggi, a partire da pecorino e parmigiano, i liquori e gli amari.

La lista dei prodotti alimentari su cui graverà l’aumento dei dazi è lunga:

  • Parmigiano, Grana Padano, Provolone, formaggio Romano e Reggiano.
  • Pecorino in forme non adatte ad essere grattugiate.
  • Gorgonzola.
  • Cheddar.
  • Groviera non grattugiata o in polvere.
  • Emmentaler.
  • Formaggio Stilton.
  • Formaggio Colby.
  • Formaggio Goya.
  • Formaggi e surrogati preparati con latte vaccino.
  • Formaggio fuso (incluse miscele) con latte vaccino, non grattugiato o in polvere.
  • Yogurt aromatizzato o contenente aggiunta di frutta o cacao.
  • Burro.
  • Grassi e oli derivati ​​dal latte diversi dal burro.
  • Latte fermentato e cagliato.
  • Prosciutto di maiale e loro parti, non contenenti cereali o verdure. È escluso però il prosciutto Dop, come il San Daniele e il Prosciutto di Parma.
  • Maiale preparato o conservato.
  • Spalla di maiale e loro parti.
  • Salsicce di maiale e prodotti simili derivati dal maiale, frattaglie o sangue di maiale, preparazioni alimentari basate su questi prodotti.
  • Carne di maiale diversa dal prosciutto e dalla spalla e loro parti, non contenenti cereali o verdure, disossata, cotta e confezionata in contenitori ermetici.
  • Frattaglie di maiale preparate o conservate, comprese le miscele.
  • Cozze (anche in piatti pronti).
  • Vongole (anche in piatti pronti).
  • Telline.
  • Molluschi e prodotti derivati.
  • Ciliegie e succo di ciliegia, concentrato o meno.
  • Pesche, escluse le nettarine.
  • Pere e succo di pera.
  • Succo di prugna.
  • Limoni (freschi o secchi).
  • Arance (fresche o essiccate).
  • Mandarini (e altri simili ibridi di agrumi, tra cui le clementine), freschi o secchi.
  • Frutta surgelata, a prescindere dal fatto che in precedenza sia stata cotta al vapore o bollita.
  • Misti di frutta o di altre parti commestibili di piante, esclusa l’insalata di frutti tropicali.
  • Gelatine di ribes e frutti di bosco.
  • Succo di qualsiasi verdura diversa dal pomodoro, concentrato o meno
  • Liquori

Ma chi risentirà maggiormente delle tariffe imposte alla dogana da Trump?

Gli unici americani che guadagnano dai dazi sono i concorrenti nazionali delle industrie cinesi, che spesso adeguano i loro prezzi a quello dei beni importati, anche se loro non pagano dazio, intascando gli extraprofitti. Ma le tariffe le pagano gli importatori e i consumatori su cui scaricano l’extracosto. Le tariffe già in vigore a maggio, prima della nuova raffica estiva, costano ai consumatori americani circa 5 miliardi di dollari al mese. Con i dazi, insomma, l’America di Trump tassa se stessa. Per una famiglia americana con un reddito intorno ai 40 mila dollari l’anno, già i dazi varati da Trump prima di questa estate costavano 400 dollari l’anno. Per una famiglia che guadagna quattro volte di più, 160 mila dollari, i dazi pesavano per mille dollari, solo due volte e mezzo di più.

Stati Uniti, salta l’accordo di Parigi e le emissioni di CO2 aumentano

Related

Leave a reply

Please enter your comment!
Please enter your name here

Latest posts

Cosa sta succedendo in Australia? 50 mila km bruciati e 90 gli incendi nello stato

Nel Nuovo Galles del Sud gli incendi vanno avanti da 4 mesi e adesso è stato dichiarato lo stato di emergenza, come...

I conflitti mondiali più importanti del 2019

Il 2019 è agli sgoccioli; presto si chiuderà il secondo decennio di un epoca ricca di cambiamenti ed innovazioni tecnologiche che però...

Strage a Mogadiscio: il bilancio è di 92 morti e più di 120 feriti

La mattina del 28 dicembre 2019, Mogadiscio, capitale della Somalia, è stato teatro di un attacco terroristico che ha portato il più...

Categories